Accordi e testo completo di "La Festa della Liberazione" di Andrea Appino per chitarra. Tonalità: RE. Accordi principali: RE, SIm, LA, LA4, SOL, FA#m, REadd9, MI5/RE, SIm7, SOLadd9, RE/FA#. Spartito con accordi sopra il testo, trasponibile su Strimpello.

Tonalità

RE

Accordi

RE, SIm, LA, LA4, SOL, FA#m, REadd9, MI5/RE, SIm7, SOLadd9, RE/FA#

Domande frequenti

Quali sono gli accordi di La Festa della Liberazione di Andrea Appino?
Gli accordi usati in "La Festa della Liberazione" di Andrea Appino sono: RE, SIm, LA, LA4, SOL, FA#m, REadd9, MI5/RE, SIm7, SOLadd9, RE/FA#. Tonalità: RE.
In che tonalità è La Festa della Liberazione?
"La Festa della Liberazione" di Andrea Appino è in tonalità RE.
Dove trovo il testo e gli accordi di La Festa della Liberazione?
Testo e accordi completi di "La Festa della Liberazione" sono su Strimpello: https://strimpello.com/song/la-festa-della-liberazione.
Chi canta La Festa della Liberazione?
"La Festa della Liberazione" è interpretata da Andrea Appino.

Spartito completo

La Festa della Liberazione
Andrea Appino
Key: RE
RE
La festa della liberazione

          SIm             RE
Da questa voglia di serenità

     LA                         LA4   LA
E da quelli ubriachi di belle parole

          SOL             RE
Da quegli sbronzi d’autorità

Come mio nonno minatore di verbi

         SIm                  RE
E congiuntivi di nessuna utilità

     LA                             LA4   LA
Di rispetto per sè stessi e per gli altri

       SOL             RE
Praticamente l’infelicità

            SOL             LA
E questi bambini pimpanti codardi 

              RE              SOL
che hanno già perso la verginità

        SIm             LA
L’imene rotto della meraviglia, 

        SOL            LA       RE
nessuna scintilla: una sega a metà

   RE
La festa della liberazione

          SIm                   RE
Ce ne son molti di cui mi libererei

       LA                   LA4    LA
A cominciare da quelli di famiglia

          SOL                   RE
Dai tarli che mi han regalato i miei

Dalla voglia di cascare sempre in piedi

          SIm                  RE
Dalla tua scuola, dall’università

              LA                    LA4 LA       SOL
Che ti ha insegnato soltanto ad imparare per imparare

                RE
E adesso che si fa?

        SOL                   LA
E mia sorella, rizzacazzi per scelta

                     RE                    SOL
Un piercing sull’ombelico e sei una celebrità

             SIm              LA
In questo paesino di grandi repressi

                  SOL        LA      RE
Pochi squallidi amplessi: la mediocrità

   RE
La festa della liberazione

             SIm                   RE
Da tutti gli atei compreso il sottoscritto

         LA                  LA4  LA
Io prego molto, ma molto di più

              SOL                   RE
Di chi si inginocchia e prega il soffitto

E passo ore, giorni, mesi a pensare

   SIm                  RE
Le stelle non guardarle mai

     LA                 LA4  LA
Ho paura di vederlo spuntare, 

                   SOL             RE
sorride e dice: “Appino, che cazzo fai?”

     SOL               LA
E la marcia nuziale di tutti

              RE                 SOL
E l’aereo che passa e lascia una scia

      SIm                     LA 
Che divide il cielo da quelli buoni 

                      SOL      LA     RE
e da quelli che han bisogno della polizia

RE        FA#m SOL RE      FA#m SOL RE

REadd9  MI5/RE   REadd9 MI5/RE

   RE
La festa della liberazione

            SIm                 RE
Da questo talento di perdonarmi tutto

              LA                       LA4  LA
E perdono gli altri solo s’è comodo a me

            SOL              RE
Dio, quante balle che mi son detto

E che ho detto a tutti quanti voi, 

                SIm                RE
invitati a casa mia e poi lasciati fuori

        LA                 LA4   LA
E mia sorella piange di nascosto

         SOL                 RE
La sua ragazza le ha detto: “Muori!”

          SOL                      LA
E tutti i maschi del paese sono in tiro,

               RE                      SOL
nell’attesa si picchiano per toccarsi un po’

        SIm                    LA
Quant’è brutta tutta questa campagna, 

            SOL                  RE
la gente si lagna e nemmeno un falò

          SOL                  LA
Mentre al centro han rubato il senso, 

               RE                     SOL
centrare un bersaglio è quello che vorrei

         SIm                      LA
Come mio padre trentaquattro anni fa

                   SOL          LA        RE
Una vita ad allontanarlo e diventare come lui

RE   SIm7   RE   SOLadd9   RE/FA#   RE

SOLadd9   RE/FA#  LA  RE

SIm7   RE   SOLadd9   RE/FA#  LA  RE

La Festa della Liberazione

Andrea Appino · Key RE

La festa della liberazione
Da questa voglia di serenità
E da quelli ubriachi di belle parole
Da quegli sbronzi d’autorità
Come mio nonno minatore di verbi
E congiuntivi di nessuna utilità
Di rispetto per sè stessi e per gli altri
Praticamente l’infelicità
E questi bambini pimpanti codardi
che hanno già perso la verginità
L’imene rotto della meraviglia,
nessuna scintilla: una sega a metà
La festa della liberazione
Ce ne son molti di cui mi libererei
A cominciare da quelli di famiglia
Dai tarli che mi han regalato i miei
Dalla voglia di cascare sempre in piedi
Dalla tua scuola, dall’università
Che ti ha insegnato soltanto ad imparare per imparare
E adesso che si fa?
E mia sorella, rizzacazzi per scelta
Un piercing sull’ombelico e sei una celebrità
In questo paesino di grandi repressi
Pochi squallidi amplessi: la mediocrità
La festa della liberazione
Da tutti gli atei compreso il sottoscritto
Io prego molto, ma molto di più
Di chi si inginocchia e prega il soffitto
E passo ore, giorni, mesi a pensare
Le stelle non guardarle mai
Ho paura di vederlo spuntare,
sorride e dice: “Appino, che cazzo fai?”
E la marcia nuziale di tutti
E l’aereo che passa e lascia una scia
Che divide il cielo da quelli buoni
e da quelli che han bisogno della polizia
La festa della liberazione
Da questo talento di perdonarmi tutto
E perdono gli altri solo s’è comodo a me
Dio, quante balle che mi son detto
E che ho detto a tutti quanti voi,
invitati a casa mia e poi lasciati fuori
E mia sorella piange di nascosto
La sua ragazza le ha detto: “Muori!”
E tutti i maschi del paese sono in tiro,
nell’attesa si picchiano per toccarsi un po’
Quant’è brutta tutta questa campagna,
la gente si lagna e nemmeno un falò
Mentre al centro han rubato il senso,
centrare un bersaglio è quello che vorrei
Come mio padre trentaquattro anni fa
Una vita ad allontanarlo e diventare come lui

Spartito importato da fonte pubblica · originale ·

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