Accordi e testo completo di "Confessioni di un Malandrino" di Angelo Branduardi per chitarra. Tonalità: SOL. Accordi principali: MIm, SI7, RE7, SOL, RE, SIm, MI7, LAm, DO, SI, MIm9. Spartito con accordi sopra il testo, trasponibile su Strimpello.

Tonalità

SOL

Accordi

MIm, SI7, RE7, SOL, RE, SIm, MI7, LAm, DO, SI, MIm9

Domande frequenti

Quali sono gli accordi di Confessioni di un Malandrino di Angelo Branduardi?
Gli accordi usati in "Confessioni di un Malandrino" di Angelo Branduardi sono: MIm, SI7, RE7, SOL, RE, SIm, MI7, LAm, DO, SI, MIm9. Tonalità: SOL.
In che tonalità è Confessioni di un Malandrino?
"Confessioni di un Malandrino" di Angelo Branduardi è in tonalità SOL.
Dove trovo il testo e gli accordi di Confessioni di un Malandrino?
Testo e accordi completi di "Confessioni di un Malandrino" sono su Strimpello: https://strimpello.com/song/confessioni-di-un-malandrino.
Chi canta Confessioni di un Malandrino?
"Confessioni di un Malandrino" è interpretata da Angelo Branduardi.

Spartito completo

Confessioni di un Malandrino
Angelo Branduardi
Key: SOL
Intro:

MIm       SI7 MIm    RE7 SOL  SI7

MIm       SI7 MIm    RE7 MIm

MIm                         SI7 MIm
 Mi piace spettinato camminare

               SOL            SI7 MIm
Col capo sulle spalle come un lume

                           SI7
Così mi diverto a rischiarare

   MIm            RE    MIm
Il vostro autunno senza piume

   SOL          RE
Mi piace che mi grandini sul viso

MIm             SIm
 La fitta sassaiola dell'ingiuria

MIm                          
 Mi agguanto solo per sentirmi vivo

   SI7    MIm         RE    MIm
Al guscio della mia capigliatura

MIm       SI7 MIm    RE7 MIm

MIm                             SI7 MIm
 Ed in mente mi torna quello stagno

             RE   SOL             SI7
Che le canne e il muschio hanno sommerso

MIm
 Ed i miei che non sanno di avere

SI7 MIm           RE   MIm
Un  figlio che compone versi

SOL            RE
Ma mi vogliono bene come ai campi

     MIm           SIm
Alla pelle ed alla pioggia di stagione

MIm                
 Raro sarà che chi mi offende

    SI7 MIm          RE    MIm
Scampi  dalle punte del forcone

MI7        LAm
Poveri genitori contadini

RE              SOL
Certo siete invecchiati e ancor temete

SI7             MIm
 Il Signore del cielo e gli acquitrini

DO                       SI7
Genitori che mai non capirete

    MI7              LAm
Che oggi il vostro figliolo è diventato

   RE            SOL
Il primo fra i poeti del Paese

SI7        MIm
 Ed ora in scarpe verniciate

  DO              SI7          MIm     SI7 MIm  RE7 MIm   
E col cilindro in testa egli cammina

MIm                             SI7 MIm
 Ma sopravvive in lui la frenesia

                   RE SOL    SI7
Di un vecchio mariuolo di campagna

MIm     
 E ad ogni insegna di macelleria

SI MIm              RE     MIm            
La vacca si inchina sua compagna

SOL        RE
E quando incontra un vetturino

    MIm                   SIm
Gli torna in mente il suo concio natale

MIm                         
 E vorrebbe la coda del ronzino

SI7    MIm         RE   MIm         SI7 MIm   RE7 MIm
Regger come strascico nuziale

Voglio bene alla patria

   SI7  MIm             RE SOL  SI7 MIm
Benché afflitta di tronchi rugginosi

M'è caro il grugno sporco dei suini

SI7 MIm              RE  MIm
E i rospi all'ombra sospirosi

SOL             RE
Son malato di infanzia e di ricordi

     MIm        SIm
E di freschi crepuscoli d'Aprile

MIm                             SI7
 Sembra quasi che l'acero si curvi

    MIm           RE     MIm
Per riscaldarsi e poi dormire

MI7               LAm
Dal nido di quell'albero, le uova

RE             SOL
 Per rubare, salivo fino in cima

SI7             MIm
 Ma sarà la sua chioma sempre nuova

  DO                 SI7
E dura la sua scorza come prima

MI7             LAm
 E tu mio caro amico vecchio cane

RE                   SOL
 Fioco e cieco ti ha reso la vecchiaia

SI7            MIm
 E giri a coda bassa nel cortile

 DO          SI7          MIm      SI7 MIm   RE7 MIm
Ignaro delle porte dei granai

MIm                               SI MIm
 Mi sono cari i miei furti di monello

            RE   SOL            SI7
Quando rubavo in casa un po' di pane

MIm                          SI7
 E si mangiava come due fratelli

    MIm                RE     MIm
Una briciola l'uomo ed una il cane

SOL            RE
Io non sono cambiato

   MIm           SIm
Il cuore ed i pensieri son gli stessi

MIm                    
 Sul tappeto magnifico dei versi

SI7    MIm            RE     MIm
Voglio dirvi qualcosa che vi tocchi

MIm        SI7 MIm    RE7 MIm  

MIm                             SI7 MIm
 Buona notte alla falce della luna

             RE7 SOL          SI7
Sì cheta mentre  l'aria si fa bruna

MIm                             SI7
 Dalla finestra mia voglio gridare

MIm             RE    MIm
Contro il disco della luna

   SOL          RE
La notte è così tersa

    MIm           SIm
Qui forse anche morire non fa male

MIm                                   
 Che importa se il mio spirito è perverso

  SI7     MIm            RE  MIm
E dal mio dorso penzola un fanale

MI7        LAm
O Pegaso decrepito e bonario

   RE            SOL
Il tuo galoppo è ora senza scopo

SI7               MIm
 Giunsi come un maestro solitario

      DO              SI7
E non canto e celebro  che i topi

MI7                   LAm
 Dalla mia testa come uva matura

RE                SOL             SI
Gocciola il folle vino delle chiome

                  MIm
Voglio essere una gialla velatura

DO                SI        MIm     SI7 MIm   RE7 MIm9
Gonfia verso un paese senza nome

Confessioni di un Malandrino

Angelo Branduardi · Key SOL

Intro:
Mi piace spettinato camminare
Col capo sulle spalle come un lume
Così mi diverto a rischiarare
Il vostro autunno senza piume
Mi piace che mi grandini sul viso
La fitta sassaiola dell'ingiuria
Mi agguanto solo per sentirmi vivo
Al guscio della mia capigliatura
Ed in mente mi torna quello stagno
Che le canne e il muschio hanno sommerso
Ed i miei che non sanno di avere
Un figlio che compone versi
Ma mi vogliono bene come ai campi
Alla pelle ed alla pioggia di stagione
Raro sarà che chi mi offende
Scampi dalle punte del forcone
Poveri genitori contadini
Certo siete invecchiati e ancor temete
Il Signore del cielo e gli acquitrini
Genitori che mai non capirete
Che oggi il vostro figliolo è diventato
Il primo fra i poeti del Paese
Ed ora in scarpe verniciate
E col cilindro in testa egli cammina
Ma sopravvive in lui la frenesia
Di un vecchio mariuolo di campagna
E ad ogni insegna di macelleria
La vacca si inchina sua compagna
E quando incontra un vetturino
Gli torna in mente il suo concio natale
E vorrebbe la coda del ronzino
Regger come strascico nuziale
Voglio bene alla patria
Benché afflitta di tronchi rugginosi
M'è caro il grugno sporco dei suini
E i rospi all'ombra sospirosi
Son malato di infanzia e di ricordi
E di freschi crepuscoli d'Aprile
Sembra quasi che l'acero si curvi
Per riscaldarsi e poi dormire
Dal nido di quell'albero, le uova
Per rubare, salivo fino in cima
Ma sarà la sua chioma sempre nuova
E dura la sua scorza come prima
E tu mio caro amico vecchio cane
Fioco e cieco ti ha reso la vecchiaia
E giri a coda bassa nel cortile
Ignaro delle porte dei granai
Mi sono cari i miei furti di monello
Quando rubavo in casa un po' di pane
E si mangiava come due fratelli
Una briciola l'uomo ed una il cane
Io non sono cambiato
Il cuore ed i pensieri son gli stessi
Sul tappeto magnifico dei versi
Voglio dirvi qualcosa che vi tocchi
Buona notte alla falce della luna
Sì cheta mentre l'aria si fa bruna
Dalla finestra mia voglio gridare
Contro il disco della luna
La notte è così tersa
Qui forse anche morire non fa male
Che importa se il mio spirito è perverso
E dal mio dorso penzola un fanale
O Pegaso decrepito e bonario
Il tuo galoppo è ora senza scopo
Giunsi come un maestro solitario
E non canto e celebro che i topi
Dalla mia testa come uva matura
Gocciola il folle vino delle chiome
Voglio essere una gialla velatura
Gonfia verso un paese senza nome

Spartito importato da fonte pubblica · originale ·

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